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...ℓα νιтα è υи ѕσяяιѕσ...
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Mar. 26
Mar. 15
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† Ciao grazie per aver accettato la mia richiesta di amicizia.

Il tuo luogo è incantevole!

Buona serata e I miei ossequi.† .

SoleSunandmoongirlMezzaluna addormentata

Feb. 20
Sirène animée
Fotografie molto graziose di sci e carnaval meraviglioso Pépé Roger dicono Pic-picco
Dec. 4

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GRACIAS POR VISITAR MI SPACE...
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Nov. 27

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January 31

...Io ti amo, ma tu non lo sai......

Ma che scherzi strani a volte il cuore fa: ti fa innamorare di chi quasi non ti vede quando invece tu per colpa sua non dormi più. Cose che la mente esclude ma è il sentimento che vincerà e costantemente i pensieri tuoi ruoteranno intorno a lei. Io ti amo, ti amo anche se tu non lo sai, ti amo, ti amo a tutti io lo griderei. Sarà un sesto senso che mi dice che forse c'è qualcosa anche in te o sarà la voglia di un po' di magia di vivere una fiaba mia. Io so solamente che continuerò a crescere l'amore che ho e cocciutamente aspetto che, che questo capiti anche a te. Io ti amo, ti amo anche se tu non lo sai, ti amo, ti amo a tutti io lo griderei. Io ti amo, anche se forse non lo saprai mai, ti amo e ogni momento io ti chiamerei, anche se non lo sai. Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, anche se tu non lo sai...

Perché ti amo?

Me lo chiedo mille volte al giorno…

E trovo mille ragioni per amarti…

Ti amo perché…

mi sveglio la mattina

e nel primo raggio di pensiero trovo te…

Ti amo perché…

cammino per la strada

e nella testa rimbomba la tua voce

Ti amo perché ascolto la tua musica,

le tue parole

i tuoi moniti…

Ti amo perché…

quando mi perdo nel labirinto di

brutti pensieri vieni a riprendermi

e mi salvi dalla tristezza

Ti amo perché mi piace sentirti ridere,

perché mi sei amica…

Ti amo perché ti proponi forte

ma percepisco la tua fragilità

Cresci in me ogni giorno di più a tua insaputa

Ti amo e tu non te ne accorgi

ed io non te lo dico

December 04

ODE ALLA VITA....

 
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.


Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che
essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare


Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
 

October 23

Sono una pesona orribile

Non riesco mai a essere completamente triste quando vado a trovare qualcuno in ospedale.

 

È per via di tutte quelle infermiere.

 

Voi invece???Commentate...LinguacciaLinguaccia

September 15

test...

Quale è tra questi il tuo colore preferito:

 

– Scrivi le tue risposte su un foglio.  

– Non imbrogliare.

– Non guardare i risultati che sono alla fine.

1)rosso  ,nero, blu, verde o giallo?

2) Quale è la iniziale del tuo nome?

3) In che mese sei nato/a?

4) Quale colore preferisci: il nero o il bianco?

5) Scrivi il nome di una persona del tuo stesso sesso.

6) Preferisci la California o la Florida?

7) Preferisci il mare o il lago?

8) Esprimi un desiderio (che sia realizzabile!) 

RISPOSTE :

1. Se hai scelto:

ROSSO - Sei una persona molto all'erta e la tua vita è piena di amore.

NERO  - Sei una persona conservatrice e molto aggressiva.

VERDE - Sei una persona particolarmente spontanea e ti fanno impazzire baci e carezze nelle tue storie.

BLU - Sei una persona molto rilassata, pero ti piace divertirti pazzamente.

GIALLO - Sei una persona molto allegra e sempre hai un consiglio per chiunque sia triste.

 

2. Se la tua iniziale è:

A-K: C'è molto amore ed amicizia nella tua vita e la cosa più sicura e che tu abbia in mente un progetto in questo ambito. 

L-R: Generalmente ti diverti un sacco e la tua vita sentimentale fiorisce spesso.

S-Z: Ti piace partecipare a festeggiamenti continui e avrai moltissimo successo nei prossimi progetti ed amori.

3. Se sei nato/a in:

Gennaio-Marzo: Quest'anno sarà molto bello e  scoprirai che una persona che non avresti mai pensato e’ innamorata di te.

Aprile-Giugno: Avrai una storia d'amore che durerà poco però ricorderai tali momenti molto a lungo.

Luglio-Settembre: Ti innamorerai inaspettatamente di una persona che ti è molto vicina.  

Ottobre-Dicembre: Non sarai molto fortunata nei tuoi amori, però non ti scoraggiare perché presto scoprirai la tua dolce meta’.

4. Se hai scelto:

NERO: La tua vita cambierà, e sebbene in  questo  momento ti appaia terribile sarà poi la cosa migliore che ti possa capitare.

BIANCO: Avrai un amico che ti confiderà tutto e si preoccuperà per te.

 

5. Questa è una delle tue migliori amiche.

6. Se hai scelto:

CALIFORNIA: Ti piace l'avventura e ti stimolano le sfide.

FLORIDA: Sei una persona che preferisce rilassarsi e distrarsi con tranquillità.

 

7. Se hai scelto:

LAGO: Sei una persona che si compiace delle sue amicizie e storie d'amore e che e molto conservatrice.

MARE: Sei una persona molto spontanea.

 

 

 

8. Questo desiderio si realizzerà solo se metterai questo messaggio nel tuo blog entro 10 minuti

September 03

Per non dimenticare....

 
 
 
 

Mi ami
Te lo chiedo perché
Non sento che tremi
Quando sei qui con me
Dai libera il cuore dalle mille paure e dalle cose che
Che ti hanno ferito più volte in passato io ti ho capito

Ma io voglio portarti dove non ci son nuvole
e riaccendere il sole che hai dentro di te

Dimmi che non hai paura di stare con me
Ma che colpa ne ho io se in passato qualcuno ha giocato con te
E dimmi che sarai sincera ogni giorno con me
E non avrai più paura di amarmi perché
Perché questa non è
No non è un'avventura per me
E non avere paura perché
più ti stringo e più ho voglia di stringerti a me

Se tu mi ami
Avvicinati a me
E fammi sentire
I tuoi battiti che
Che riescono a farmi sentire importante si veramente
Io voglio fermar le tue lacrime lente
Per poi asciugarle

Sai io voglio portarti dove non ci son nuvole
e riaccendere il sole che hai dentro di te

Dimmi che no hai paura di stare con me
Ma che colpa ne ho io se in passato qualcuno ha giocato con te
E dimmi che sarai sincera ogni giorno con me
E non avrai più paura di amarmi perché
Perché questa non è
No no non è un'avventura per me
E non avere paura perché
Più ti stringo e più ho voglia di stringerti a me

Dimmi che no hai paura di stare con me
Ma che colpa ne ho io se in passato qualcuno ha giocato con te
E dimmi che sarai sincera ogni giorno con me
E non avrai più paura di amarmi perché
Perché questa non è
No non è un'avventura per me
E non avere paura perché
Più ti stringo e più ho voglia di stringerti a me...

July 31

Sant' Alfonso Maria de' Liguori Vescovo e dottore della Chiesa

23850

 

1 agosto

Napoli, 1696 - Pagani, Salerno, 1 agosto 1787

Nasce a Napoli il 27 settembre 1696 da genitori appartenenti alla nobiltà cittadina. Studia filosofia e diritto. Dopo alcuni anni di avvocatura, decide di dedicarsi interamente al Signore. Ordinato prete nel 1726, Alfonso Maria dedica quasi tutto il suo tempo e e il suo ministero agli abitanti dei quartieri più poveri della Napoli settecentesca. Mentre si prepara per un futuro impegno missionario in Oriente, prosegue l'attività di predicatore e confessore e, due o tre volte all'anno, prende parte alle missioni nei paesi all'interno del regno. Nel maggio del 1730, in un momento di forzato riposo, incontra i pastori delle montagne di Amalfi e, constatando il loro profondo abbandono umano e religioso, sente la necessità di rimediare ad una situazione che lo scandalizza sia come pastore che come uomo colto del secolo dei lumi. Lascia Napoli e con alcuni compagni, sotto la guida del vescovo di Castellammare di Stabia, fonda la Congregazione del SS. Salvatore. Intorno al 1760 viene nominato vescovo di Sant'Agata, e governa la sua diocesi con dedizione, fino alla morte, avvenuta il 1 agosto del 1787. (Avvenire)

Patronato: Napoli, Teologi, Moralisti, Confessori

Etimologia: Alfonso = valoroso e nobile, dal tedesco

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: Memoria di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo e dottore della Chiesa, che rifulse per la sua premura per le anime, i suoi scritti, la sua parola e il suo esempio. Al fine di promuovere la vita cristiana nel popolo, si impegnò nella predicazione e scrisse libri, specialmente di morale, disciplina in cui è ritenuto un maestro, e, sia pure tra molti ostacoli, istituì la Congregazione del Santissimo Redentore per l’evangelizzazione dei semplici. Eletto vescovo di Sant’Agata dei Goti, si impegnò oltremodo in questo ministero, che dovette lasciare quindici anni più tardi per il sopraggiungere di gravi malattie. Passò, quindi, il resto della sua vita a Nocera dei Pagani in Campania, tra grandi sacrifici e difficoltà.

 

Alfonso Maria de Liguori - missionario, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore (C. Ss. R.), vescovo, dottore della Chiesa, patrono del confessori e dei moralisti - nacque a Marianella, presso Napoli, il 27 settembre 1696, e morì a Pagani (Salerno) il 1° agosto 1787. Compiuti in casa, come tutti i ragazzi di nobili famiglie, gli studi letterari e scientifici, nei quali ebbero la loro parte rilevante anche la pittura e la musica (è sua la canzoncina natalizia "Tu scendi dalle stelle" ), nel 1708 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza all'università di Napoli, dove si laureò col massimo dei voti in diritto civile ed ecclesiastico appena sedicenne, con quattro anni di anticipo sull'età richiesta dalle leggi del tempo. Dopo dieci anni di memorabili successi come avvocato nel foro napoletano, a causa di una violenta delusione morale dovuta a interferenze politiche in una causa dai grandi risvolti sociali, decise di farsi prete. Ricevuta l'ordinazione sacerdotale il 21 dicembre 1726, cominciò immediatamente a svolgere il suo ministero in mezzo al popolo più abbandonato e più bisognoso di aiuti spirituali. Osservando la miseria di tante anime, non riusciva a darsi pace né si concedeva riposo. Si portava dovunque: nei paesi intorno al Vesuvio, lungo la costa amalfitana, nelle sparute e dimenticate contrade di campagna lungo gli Appennini della Puglia e della Calabria, dove il clero locale, pur numeroso, rifiutava di andare. La salvezza di quelle anime era la sua idea dominante, l'elemento catalizzatore di tutte le sue energie e delle straordinarie doti intellettuali. E per rendere la sua opera più profonda e duratura, e per giungere con la sua azione di salvezza anche dove non poteva arrivare con la voce, e per andare oltre il tempo della sua esistenza terrena ed oltre gli spazi - troppo ristretti per il suo zelo evangelico - del Regno di Napoli, fondò un istituto essenzialmente missionario e si diede, con altrettanto entusiasmo, all'apostolato della penna. Come scrittore, sant'Alfonso è popolarissimo. Pubblicò centoundici opere tra grandi e piccole. Alcune di esse hanno raggiunto centinaia di edizioni in gran parte delle lingue del mondo. Quelle di ascetica e di spiritualità si ristampano continuamente ancora oggi: Uniformità alla volontà di Dio; Modo di conversare continuamente e alla familiare con Dio; Pratica di amare Gesù Cristo; Visite al Ss. Sacramento e a Maria santissima; Meditazioni sulla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo; Glorie di Maria; Massime eterne; Necessità della preghiera. Nel 1748 stampava la sua THEOLOGIA MORALIS, l'opera per la quale il papa Leone XIII lo definì "il più insigne e il più mite dei moralisti". Come fondatore Alfonso de Liguori sta continuando ancora oggi la sua missione di annunciatore della salvezza attraverso gli oltre 5.600 discepoli (i missionari redentoristi) in oltre 60 paesi dei cinque continenti. La Congregazione del Ss. Redentore, da lui fondata a Scala (Salerno) il 9 novembre 1732, ha lo scopo di "continuare l'esempio del nostro Salvatore Gesù Cristo in predicare alle anime più abbandonate, specialmente ai poveri, la divina parola". E si impegna a raggiungere questa finalità prima di tutto con le missioni popolari e con la predicazione degli esercizi spirituali. All'occorrenza i congregati accettano la predicazione in terre straniere, particolarmente in quelle del terzo mondo (i Redentoristi italiani hanno aperto, già da alcuni decenni, una missione in Paraguay e una in Madagascar). Anche se raramente essi si fanno carico dell'insegnamento nelle scuole e della cura di parrocchie. Nel 1762 Alfonso fu eletto vescovo di Sant'Agata dei Goti (Benevento). Ma dopo 13 anni dovette rinunciarvi a causa dell'artrite deformante. Canonizzato nel 1839, fu dichiarato dottore della Chiesa nel 1871, patrono dei confessori e dei moralisti nel 1950.

 

July 27

La Tammurriata...

La tammurriata

Articolo di Giuseppe Mauro, in: FOLK BULLETIN, anno X, nr. 3 (nuova serie), aprile 1998 (141). Dir. Editoriale Redazione c/o Roberto G. Sacchi, Cascina Pavarola 1, Borgo Priolo (PV) (http://www.docaware.it/FB).

La tammurriata: intervista con Vicidomini, 'O Lione e Colasurdo
Articolo di Giuseppe Mauro in: TAMMURRIATE, a cura di Antonello Lamanna.
Adnkronos libri, Roma, 2004, pagg. 212-215.

 

Sono trascorsi poco più di venti anni da quando "Tammurriata Nera", brano portato al successo dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, entrava e restava nella Hit-parade nazionale per diverse settimane. La tammurriata era divenuta per tutti, "d'incanto", un brano notissimo, perfino da hit, le cui parole - più o meno correttumente - le avevano imparate tutti. Ma cosa si era "imparato"? Un testo di E. A. Mario ispirato all'immediato dopoguerra napoletano, quando Napoli viveva le tragedie, la fame e le miserie della distruzione bellica, magistralmente raccontate in teatro da Eduardo De Filippo in "Napoli Milionara". "D'incanto" si ascoltava la tammurriata, "d'incanto" sì, tra virgolette -la sottolineo- perchè si saltavano a pié pari almeno 25 secoli di storia e 25 secoli di tammurriate. Che cos'è la tammurriata, com'è possibile che sia databile 25 secoli addietro? Esiste tutt'oggi?

Trattare esaustivamente 25 secoli di storia è impossibile, ed in tutto questo tempo tanto si è scritto e documentato (ed anche travisato); tuttavia, negli ultimi anni '90, che hanno visto il fiorire in tutta Italia di gruppi musicali, corsi di ballo e di apprendimento della tammorra, è sentita la necessità di fare chiarezza. Numerosi sono stati gli Autori che, anche autorevolmente, se ne sono occupati. Cercheremo di fare il punto sulla Tammurriata parlandone con tre autorevoli esponenti che da anni seguono, per diversi aspetti, questo fenomeno. Per la ricerca etuomusicologica Giovanni Vicidomini, responsabile del C.R.C., Centro per la Ricerca e la Conservazione delle tradizioni popolari di Nocera Superiore (Salerno); per l'esecuzione e la costruzione degli strumenti tradizionali Antonio Matrone di Scafati (Salerno) detto 'O Lione, per il canto ed il ballo Marcello Colasurdo di Pomigliano d'Arco (Napoli).

La ricerca etnomusicologica. Risponde Giovanni Vicidomini.


- Come è possibile che la tammurriata sia databile 25 secoli addietro?
- La tammurriata si esegue prevalentemente in occasione dei pellegrinaggi ai numerosi santuari mariani presenti nell'entroterra campano, santuari dedicati quasi tutti a Madonne "sedute" (Montevergine, Dell'Arco, ecc.). Ad un'attenta analisi, le attuali Madonne campane hanno, proprio nel fatto che sono "sedute", una radice pagana. Infatti, la loro rappresentazione "seduta" è - in qualche maniera - la trasposizione cristiana del culto pagano di Demetra, la madre terra, figlia di Crono e di Rea, quindi sorella di Zeus, dea delle messi, in genere legata all'agricoltura, che veniva appunto raffigurata seduta. Attributi di Demetra erano la fiaccola, il covone di grano, il maiale, elementi esistenti anche nell'attuale rappresentazione di alcune Madonne. Ebbene, al culto di Demetra si associava un ballo, con l'uso di un tamburo molto simile all'attuale tammorra , che veniva percosso con la mano nuda, e le prime figurazioni le abbiamo in ritrovamenti archeologici, bassorilievi, affreschi, opere d'arte, databili al V secolo a.c. In epoca latina si adorava Cerere, dea anch'essa della vegetazione e delle messi, e in suo onore si celebravano le Cerealia, feste che si svolgevano nel mese di aprile, care ai contadini.
- Quanti sono I tipi di tammurriata?
- Numerosi: il denominatore comune è il suono con il ritmo portante scandito dalla tammorra; tuttavia ci sono molti modi di suonare, cantare e ballare la Tammurriata, che variano da località a località. Preferire l'uno all'altro è questione di gusti e senz'altro di campanilismo. Così come ogni suonatore, cantatore, ballatore fa delle piccole varianti, tutte proprie. Cambia anche l'impiego degli strumenti, oltre alla irrinunciabile tammorra. La tammurriata viene anche chiamata "canto 'ncopp' 'o tamburo" (canto sul tamburo) proprio dall'impiego del "tammurro" (tamburo) cui non si può prescindere.
- Tamurriata e/o Tarantella, possono sembrare la stessa cosa?
- No, la tarantella è un ingentilirsi della tammurriata. Si ingentilisce lo strumento: grance, pesante, un po' grezza la tammorra, anche più povera per i cembali di latta; più gentile il tamburello, più piccolo, leggero, con cembali di ottone, finemente decorato. Mentre la tammurriata è lenta ed impostata su un ritmo binario, la tarantella è veloce e con figure ritmiche ternarie. La tammurriata nasce e resta popolare, legata al mondo contadino e nessun "autore colto" ha musicato tammurriate, mentre musicisti e parolieri di livello hanno scritto bellissime tarantelle: uno per tutti, Rossini. La tammurriata si balla sempre in coppia, tarantella invece la si balIa anche da soli: come non ricordare i passi del "Pazzariello"? Anche il canto de "Lo Guarracino", pezzo forte della tradizione, era serrato e frenetico. La perdita della memoria storica, la ricerca del decoro sociale, il desiderio di affinare i passi di danza hanno ridotto un ballo con funzione rituale nelle campagne a tranquilla canzone da salotto della piccola, ma veramente piccola borghesia, di città. Una borghesia vergognosa del proprio passato plebeo. Storia a sé segue la "Tarantella di Montemarano" (Avellino), strettamente carnascialesca, ricca di controtempi ed accelerazioni e la velocissima "Pizzica" pugliese, parenti strette della primordiale tammurriata.
- Ma la tarantella è più famosa della tammurriata?
- Direi di sì, perché la tarantella è più legata a Napoli, città evolutasi e cresciuta anche musicalmente fino a divenire poi capitale del bel canto e certamente più famosa delle campagne dell'entroterra. La tarantella "entra a Corte", per la sua esecuzione si impiegano "strumenti colti", la tammurriata no: nasce e resta contadina, "ballo 'r 'e campagnuole" (ballo della gente di campagna).
- Perché la tammurriata è presente, anche se con molte varianti, solo nel sud Italia?
- Collego il culto di Demetra alle colonie della Magna Grecia, quindi fin dove giunsero gli antichi Greci in Italia, e la tammurriata resta nell'entroterra campano in quanto collegata strettamente al mondo agricolo, quale culto alla divinità prima pagana e poi cristiana che protegge le messi, il raccolto. Oggi sopravvive con difficoltà, causa il graduale ma costante abbandono delle campagne, con la perdita di tutto un rituale contadino in cui si inserisce il pellegrinaggio di ringraziamento, con la festa, il suono, il canto ed il ballo. Inoltre anche i giovani dediti tutt'oggi all'agricoltura sono portati più a seguire i modelli massificati della musica leggera ed elettronica, da discoteca, che a far rivivere le musiche ed i balli dei padri.
- Ma forme di tammorra, nei decenni scorsi, sono state segnalate da etnomusicologi anche in Friuli e in Valle d'Aosta. Come si può spiegare?
- La presenza della tammorra in alcune parti del nord Italia è collegabile al consistente flusso migratorio, proprio delle genti delle campagne meridionali, che portavano con se la propria tradizione, e quindi la tammorra.
- Molti ricercatori ed etnomusicologi hanno riproposto la tammurriata in sala di incisione, per incidere dischi e raccolte di testi di tammurriate, e numerosi sono i gruppi, anche folkloristici che propongono il ballo della tammurriata. Qual'è il tuo punto di vista?
- La vera tammurriata è quella che si esegue sul posto del pellegrinaggio, suonata, cantata e ballata per ore intere, con cospicue bevute di vino che aiutano a conferire a tutta la festa quel senso liberatorio e di abbandonare - anche se per poco - gli incessanti e faticosi ritmi della vita contadina. Estrapolare la tammurriata dal suo contesto vuoi dire snaturarla, travisarla, ridurla a fenomeno da baraccone, o a stereotipo di sottocultura.
- Il Centro per la Ricerca e la Conservazione delle tradizioni popolari come opera?
- Il CRC è un'associazione culturale... è riconosciuto anche dalla Regione Campania, quale Associazione di rilevante interesse culturale (Bollettino Ufficiale della Regione Campania N. 6/94) e collabora con Università e Scuole per seminari (teorici e pratici) e conferenze.
- Come vedi il futuro della tammurriata?
- I vecchi, bravi suonatori, "cantatori" e "ballatori" (come vengono chiamati) sono in estinzione. I giovani che si avvicinano alla tammurriata oggi, forse, provengono più dalle città che dalle campagne. Il modo di cantare, le parole usate, gli antichi testi si stanno perdendo, e non ha senso cantare una tammurriata leggendo un foglio scritto, quando invece "i vecchi" ricordavano o improvvisavano, narrando, splendidamente ai momento. C'è molta attenzione al "fenomeno" ma scarsa dedizione, anche perché la taminurriata faceva (ed ancora fa) parte della vita contadina, sempre più aggredita nei suoi valori fondatnentali dalla "civiltà moderna". Molti giovani la seguono, ma una metamorfosi è inevitabile.

July 21

18 Anni...

SSA43217

E si alla fine è arrivato anche il mio momento….Da 4 giorni sono maggiorenne... …wow...adesso prima di fare danno devo pensarci due volte e forse più!!! Anche se un po’ in ritardo ringrazio tutti i miei amici e le persone a me più care che da mezzanotte e un minuto di giovedì 17 e anche prima, mi hanno tartassato di chiamate ed sms ricordandosi di questo strampalato amico che ha compiuto 18 anni...grazie di cuore... ringrazio anche gli sbadati che ancora non si sono ricordati dell'evento eheheheh….

Per quanto riguarda la festa è andato tutto bene spero tutti si siano divertiti, io sono rimasto molto soddisfatto nel complesso e mi sono divertito molto… Le preparazioni erano eccellenti, buono il cibo da come mi hanno detto, visto che non ho mangiato niente… bravi i cantanti e soprattutto buona la compagnia

Grazie di essermi stati vicini il giorno in cui si festeggia una data importante per meGrazie a tutti…

Grazie Mimmo, Fabrizio, Emiddio, Domenico, Ciccio M, Luca, Alessandro, Mary, Mina, Laura, Alberto, Diego, Michele C, Gigetto, Enzo, Ciccio B,……Grazie a tutti…...Ma soprattutto voglio ringraziare mia mamma e mio padre x questa bellissima festa…..grazieeeeeee

Spero siate stati benissimo e vi ringrazio dei regali…. ...Grazie per aver pensato a me….Vabbè adesso vado…anche se vorrei dire tante altre cose…a breve metterò le foto e commenteremo anke quelle….grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee…Notte…a prestoooo...ciaoooooo

 

June 17

Notte prima degli esami...

 
 
Voglio dedicare questo video e questo intervento a tutti i maturandi.....ma soprattutto al mio migliore amico che domani anche lui come per tanti inizieranno gli esami di maturità....sono le 23:50  e stiamo qui su msn a parlare...e penso ke andremo avanti x molto...comunque....voglio fare un grande in bocca a lupo a tutti i raga....e soprattutto a te....mi raccomando....t voj ben...A&M amici x sempre....nu to scurdà....ke ij nu m scord....ciaoooooooo .....in bocca a lupo....
June 03

Jesce soleeeeeeee......

 

aspettanno a chi
cunzumanno juorne e lune
senza vivere
pure si me sbatte 'o core
e paralanno a chi
nun me sente chiu' nisciuno
sempe a correre
tutte macchine e persone
annullate din'a stu tiempo
so' carne e ossa vacante
so' comm'e chiese 'e dummeneca
addo' nun credono 'e sante
rit. .jesce sole, jesce sole
sott'a muntagna
siente stu penziero
siente comme se lagna
jesce sole, jesce sole
addo' nun se magna
miette mmiezz'o pane
'na carezza a cumpagna
(musica)
dint'e mane 'e chi
'e lassamm'e figlie nuoste
senza regole
'ncopp'a chisti fili atomici
cundannate senza fa' niente
'mmiezo a stu munno vacante
a scanza' 'e fuosse 'e stu secolo
a cammena' cu a speranza
rit. .jesce sole, jesce sole
sott'a muntagna
siente stu penziero
siente comme se lagna
jesce sole, jesce sole
addo' nun se magna
miette mmiezz'o pane
'na carezza a cumpagna
addo' me pierde
addo' me vai scurdanno
inutilmente
tu che daie cchiu' senso
a tutto 'o niente
tu che faie parla' 'o viento
sceta 'o silenzio pe' mme
spec. jammo ja', nun putimmo aspetta'
jammo ja'
nun ce basta cchiu' a musica,
nuje vulimmo cagna' sta vita subito
nun putimmo aspetta' 'e suonne e'e
nummere
rit. .jesce sole, jesce sole
sott'a muntagna
siente stu penziero
siente comme se lagna
jesce sole, jesce sole
addo' nun se magna
miette mmiezz'o pane
'na carezza a cumpagna
addo' me pierde
addo' me vai scurdanno
inutilmente
tu che daie cchiu' senso
a tutto 'o niente
tu che faie parla' 'o viento
sceta 'o silenzio pe' mme
spec. jammo ja', nun putimmo aspetta'
jammo ja'
nun ce basta cchiu' a musica,
nuje vulimmo cagna' sta vita subito
nun putimmo aspetta' 'e suonne e'e
nummere
rit. .jesce sole, jesce sole
sott'a muntagna
siente stu penziero
siente comme se lagna
jesce sole, jesce sole
addo' nun se magna
miette mmiezz'o pane
'na carezza a cumpagna
rit. .jesce sole, jesce sole
sott'a muntagna
siente stu penziero
siente comme se lagna
jesce sole, jesce sole
addo' nun se magna
miette mmiezz'o pane
'na carezza a cumpagna